“non ho altro da aggiungere. disse coprendosi le cosce sporgendo la gonna oltre misura. rimise l’indice in tasca e si lasciò attaccare dallo schienale con fantasie varesi. mal cucite. allor, in quell’ozio, lui s’infilò frettolosamente sotto la volta stirata ed iniziò a far con la bocca quel che gli era stato abilmente comandato. finchè le ginocchia divennero livide. dallo specchio vedevo così, mamma Ernesta sorridere nervosa ed entusiasta all’uomo vestito da clown venuto con i palloncini colorati ad addobbare il compleanno dei gemelli. ed iniziavo a cercare – per la prima volta – qualcosa che nei miei pantaloncini di Jeans dannatamente mancava. dannatamente. e lo ripeto, a distanza di anni, fu una scoperta davvero dannata.”