Finalmente volare?

Dal nuovo anno mi aspetto una madonna che corre, dei formichieri che si scoprono il naso, delle donne lanterna con i propri comandamenti, dei gadget per la nostalgia, una comunità, dei rami d’oro fra le cosce rosse ed altre ancora risurrezioni dello sguardo. dal nuovo anno mi aspetto i gemelli con la lingua stanca ed i piedi in aria, la trilogia fatta con la carne e l’ansia, una favola magica e le tre tipologie di spettacolo del mio amico. dal nuovo anno mi aspetto di ricominciare a disegnare e non avere il timore di stringere lo scheletro od ingrassarlo senza codice. dal nuovo anno mi aspetto cura e coraggio per me stessa. dal nuovo anno mi aspetto che le persone amate siano serene. dal nuovo anno mi aspetto che l’India si metta a cantare nel mio bagno. dal nuovo anno mi aspetto una condotta poetica. dal nuovo anno mi aspetto che la mia volontà possa realizzare tutto questo e possa essere complice dell’universo di chi amo. dal nuovo anno mi aspetto un pò d’ironia, mi aspetto di mettere nel freezer le stampelle e di tirare fuori finalmente le ali di falco … che la notte, la mille ed una … abbia inizio … buon anno a tutti!

Santitá come salvezza

Quanto poco pesa la sanità di un pensiero. mi scopro leggera quanto una piuma nel sollevarmi verso l’inferno e scoprirmi impreparata al banchetto dei Re. fatemi diventare santa prima io perda ogni barlume di ragione, solo dopo credetemi.

La bellezza che non stanca

Lo sguardo della storia. l’amore domestico. i ricci e sette ricordi. la strada, la formazione insieme ai corvi ed il canto. vite intime e segrete – perle ed eliche in continuo movimento. la bellezza del genere umano che non stanca mai.

Figlia adottiva delle calli

Presto sarò nel tuo ventre. l’aria bassa. l’acqua. il profumo torvo. domani ti parlerò piano. guarderò gli enormi uccelli mangiare topi e beccare a riva. i pittori sui ponti bagnarsi con le ginocchia chine ed il pennello a punta. le paste morbide con la crema. le chiese e le processioni di mantelli in certe calle. la folla, le macchine fotografiche, i souvenir, le scale e poi di nuovo il vuoto, il silenzio, l’ombra, il buio, le isole inaspettate ed il tempo continuo senza sosta. amata mia, dolce, cara e perduta Venezia eccomi. sono andata via piena di sardine e fiori di plastica, torno con un santino nella tasca ed una corona di campanellini.  

La poesia nei sacchi neri

Grazie a Lei ho appreso qualcosa di più circa i sacchi neri che colleziono fuori la tana. cerco una condotta poetica. anche nell’erotismo, nell’immagine prossima alla pornografia, anche nell’equivoco io cerco una condotta poetica. come unica forma di risurrezione possibile. perchè se si deve morire, almeno lo si faccia pieni di grazia.