Tu, vita, mi consumi.

Mi pare di gettare carne quando dormo come se un grosso cane passasse la notte a rosicchiarmi piano così piano da non farmi sentir dolore e poi un chirurgo ricucisse ogni volta la ferita. io sento il peso diverso ed ho la percezione di scomparire lentamente.

La prigione dei giorni

Sentirsi come un criceto nel proprio letto alla mattina di quelli bianchi che sembrano felici ma corrono su una ruota in miniatura comprata dal padroncino e mangiano dietro a delle piccole sbarre sbattono gli occhi e si chiedono “e se fossi nato ratto? libero nelle fogne?”

Il fuoco che pulisce

Finchè non tocchi il sole e ti bruci niente può accadere solo il volo di un folle può ripulire il cielo dal fumo e far tornare gli uccelli in stormi d’oro  

Attrezzati per l’attesa

Sedevano in circolo al tavolo imbandito di grasso e zucchero. luci lucciole colorate fluorescenti picchiavano sul muro. di là, nella balera, danzavano coppie di storpi, di nani, di ciechi, di zoppi, di grassi, di ossa, di astinenti e d’infermieri. al tavolo gli altri. il padrone; venditore di biscie e biglie, con gli occhi di vetro e le mani giganti. la fuggitiva; amante amata da amare con le parole secche e le forbici tonde da bambina. il lupo; la fede al collo e le croci sul petto, il battito cardiaco accelerato e le unghie sporche di brillantini. il custode; che suona il flauto ed arriccia i coltelli, canta appena e ti guarda nella bocca. la dama; resta lieta e cuce delle perle viola. la ladra, munge latte. fuori il cielo, la luna, la notte sta per calare e lì nel luogo della salvezza si consuma l’ultima cena dei santi toccati da Tommaso. attendono i tre magi, i loro doni, aspettano che qualcosa accada e fino allora non si muoveranno. hanno una scorta di lampadine ed una canna da pesca.