Ti lascio che mi lasci ma poi ritorno.

Verrò da te per un’altra notte. ti farò giurare non si ripeta la parola addio fino l’alba. mi spoglierò lentamente perchè possa guardare quanto mi è cambiata la pelle e dove è scorsa. userò vecchi nomi, e nuovi – perchè nel frattempo la lingua si è nutrita di desiderio. avrò cura di te e nella bocca ti conserverò andando via. ti lascerò a quello che hai scelto dopo. e scomparirò, ancora.

Io, più giovane

Ti ero distante nello stesso letto. provavo a toccarti e la pelle si ritirava piena di vergogna per la mia età. mi avevi scelto poichè avevo l’odore delle perle. e poi il singhiozzo degli occhi corse indietro verso qualcosa che non ricordavi. eccomi lì, bambina proibita, adagiata sull’altare coperta di piume e prossima alla litania.

Andarsene

Se mi porterai via con te, allora demolirò ogni cosa sotto al mio tallone e con la punta del piede costruirò città di miele.

Dai, che ti ascolto

Raccontami le tue bugie. Quelle più bieche. le confesserò al pubblico. insieme alle mie. sarò il commiato delle tue colpe. torneremo a bagnarci del sudore del serpente. sono pronta. e piena di spazio.