I miracoli nel cassetto

I miracoli ti possono uscire fuori dal cassetto, sotto la montagna di vestiti non stirati e le cartacce amministrative. una vecchia polaroid. la piazza. l’abito bianco. la laurea. e lo spritz. talvolta ricordare è come risorgere. i buchi lasciati dai chiodi diventano fior di polline.

Ti devo tanto. Tutto?

Poi però digerisco ed alla fine tutta l’aria che respiro viene un poco anche da te ed allora sono certa – ti devo il seme, l’acqua, la vite, la potatura e la distribuzione.

Eri fortissimo

Ti facevi il bagno dentro alla piscina gonfiata dal contorno traforato di pesciolini colorati nonchè esotici. e fumavi la pipa mentre a petto nudo riflettevi l’aria cocente. allora potevo solo immaginare il desiderio delle donne fuori dal cancello, in corte verso dopo casa. io ero piccola e stavo appoggiata con le caviglie tese sulle tue clavicole tenendo la bocca aperta per far entrare ogni vapore. potevamo restare così, posati, per sempre. Eri fortissimo.

Rivive all’improvviso

Rivederti. come quando fai scottare l’ago ed entri per rimuovere la spina. provi tutto in una volta e per quanto duri poco si prolunga fino al battito localizzato. quella sensazione di tepore e solletico. è bello.  

I luoghi sul mappamondo

Ho trascorso l’atlante a guardare i luoghi mai toccati. E poi un ragno inciampava nella cipria aperta e faticosamente risaliva la cima imbiancato. Accade sempre qualcosa di altrettanto grande, mentre immaginiamo qualcosa che crediamo assente.