Indelicata o Ruby Tuesday?

Silvia prende e distrugge tutti gli affari di vetro. proprio non le piace restare zitta. lei parla come un aratro che schiaccia le erbacce. è padrona di un gatto, anzi no, non è padrona di niente. è sciolta. selvaggia. non si può addomesticare. i vestiti le stanno stropicciati e larghi. è fatta di pezzetti. colorati. si addobba come un albero di natale – ma è sempre Giugno per Silvia. Silvia ha occhi grandi e del Sud ma marcia trionfante a piedi nudi però come popolasse da sempre le Alpi. Silvia fa l’artista. Silvia viene da ovunque volendo. è come quando fissi la luce a lungo, chiudi gli occhi, e ti resta lì dentro con te un flash.

Il piccolo predatore

La prima volta ho perdonato. calpestando il grano fresco. eppure pare il verme non si stanchi di bucare la stessa mela. peccato, fosse fatta di cercamica – adesso. così si è rotto i denti il piccolo predatore. ed io me ne vado, piena di pioggia altrove.

La bellezza spennata

Accade che il cigno perse ogni penna bianca nel lago di ghiaccio, si scheggiò il becco e tornò brutto. niente fu più come prima nemmeno la crepa nel frangente di gelo inclinato. sorse una cascata inaspettata dove pesci dalle tre pinne sgozzavano farfalle.

Religione di famiglia

Santa lesbica per tua madre. malata perchè troppo buona. incomprensibile religione relegata ad un armadio pieno di album familiari dove sorridi ancora illibata e vergine. ti ama quando arrivano gli incubi. non assomigliarle per pietà piuttosto prendila in braccio quando sarà troppo stanca per pregare ancora.  

Il nido delle parole

Mi torna la voglia di fogli fin dentro le scatole delle scarpe. di macinare farina e scoprire sul fondo del mortaio grafite. d’iniziare contemporaneamente almeno cinque quaderni e dimenticarne uno sulla panchina di qualche parco. vorrei poter fare solo questo. stare dentro le mie immagini.