I limiti del corpo
Niente m’impedisce di credere che alla fine del mio corpo non ci sia esclusivamente aria bensì quell’anima che tanto tormenta ed esalta i miei limiti mortali .
Niente m’impedisce di credere che alla fine del mio corpo non ci sia esclusivamente aria bensì quell’anima che tanto tormenta ed esalta i miei limiti mortali .
Ed il tempo si ferma. le scarpe ballano. i pantaloni scivolano giù, enormi; per le mie timide anche. la camicia dei bottoni stretti diventa gigante. ed io porto il pollice alla bocca. non ho più età. sono immobile sulle ginocchia incantanta dal dialetto milanese e minuscola appoggiata alle tue mani. conto le righe e mi lascio cadere indietro sicura mi prenderai.
Prenotava l’intero vagone. saliva solo. eccetto il piccolo cane. dentro la borsa in pelle. a cui aveva scucito delle “prese d’aria”. metteva la cuccia sul primo sedile. direzione capotreno. e lui sedeva lato opposto. chiudeva le porte scorrevoli. appena il peso delle rotaie si faceva spesso, lui iniziava a spogliarsi. restando alla fine nudo. con la mano destra estraeva dalle gambe l’uccello. ed iniziava a “menarlo”. finendo ad ogni fermata. e poi riprendendo.
Ci sono luoghi dove io ancora bambina ti sento ridere e guardo la roulotte dall’altalena in cima nel punto più alto. i miei ricordi sono freschi e pieni di gioia. dicono che quando fai sorridere davvero un bambino, allora riuscirai a farlo sorridere per sempre ed in quel sorriso tutto resterà meravigliosamente immutato.
Avrei dovuto usare i proiettili che non buttavi. te li avevo visti attaccare con il nastro adesivo alla faccia e ridere triste. dicevi li avresti gettati nell’acqua. non lo feci. ogni volta ci giocavi per qualche minuto e poi li riponevi via, come fossero costruzioni. avrei dovuto fare quanto mi chiedevi Nina senza aver paura del rumore e del boato e dell’ultimo brandello di luce condiviso.