Lo spettacolo del sangue

Gli hanno staccato la coda per sedersi all’angolo del giardino ed aspettare ricresca. cade del moccio dal naso del ragazzino. continua a colare ma diventa rosso. i bambini non sanno più cosa guardare con maggiore interesse. la lucertola lecca il sangue sul lastricato. il ragazzino fa uno starnuto. esce dalla narice una coda mozzata. la lucertola, lo giuro, ride e scappa verso il prossimo sole.

Reggere le critiche

Decidere di non essere un’estetista, un’infermiera, una panettiera, una maestra etc… significa comportarsi come esseri migliori? credo di no. la tortura è domandarsi ripetutamente se è utile il nostro sogno perchè veniamo educati all’utilità e sempre meno alla comunità. io sto con te, e se ci sto per davvero – caro – le tue utilità si alimentano dei miei sogni e solo così facciamo parte della stessa città.

Nessuna parola in me è morta

Ieri un uomo bellissimo mi ha chiesto se scrivo bugie. le mie sono storie della lingua. talvolta vengono dalla gola, altre volte provengono dal vento. dipende – e quando si seccano le labbra – allora prendo addirittura in prestito le lingue degli altri. i loro organi ed i loro fiati. scrivo per non lasciare che niente, proprio niente; possa trascorrere.

La malattia a volte è una maschera molto comoda

Attendo di conoscere se la voce cambierà verso. l’idea di un’operazione mi commuove. finalmente aprono la mortalità per scoprirne il frutto del peccato. mi chiedo … una volta sanata mi vedrò nuda come i miei padri allorché vivrò nell’ombra o saprò non rimpiangere l’antica imperfezione che dona libertà?

Ti abbraccio ad ogni costo

Mi sono svegliata con i piedi immersi in un letto sudato. portavo in grembo un mazzo di rose colorate, grande quanto due volte la capacità di tenerlo stretto. le spine delicate trovavano riposo addosso a me. ed io gioivo. sostenendomi ancora al tuo peso. ecco, ho pensato, la Nostra prossima performance. certo, prima devo guarire.