Ti vergognavi

ti vergognavi ad aprire le gambe. lo facevi piegandoti sul lato. o contorcendoti ai miei occhi. ridevi. e respiravi affannosamente ancora prima che il tuo fiato appartenesse al mio. ti diventavano le punta delle dita rosse. e sebbene tu lo volessi mi chiamavi a te per distrarre la bocca altrove. erano lotte così lunghe e così dolci da farmi sentire onnipotente di fronte a tale bellezza.

Vorrei comprendere

vorrei comprendere cosa ci divide quando chiaramente siamo l’uno dentro l’altro, vorrei saper spiegare le urla con cui attacchiamo le parole d’amore che nel silenzio conosciamo, vorrei guardarti mentre mi cerchi ed esser cieco mentre mi scacci, vorrei fosse più semplice e fosse quasi noioso il nostro modo di stare insieme.

Ogni volta che mi pettino

ogni volta che mi pettino tocco le mani di chi mi acconciava quando avevo i denti da latte, sento il dialetto brulicare tra le signore intorno la sedia ed ormai ho smesso di piangere per i nodi. si sono sciolti con il tempo. adesso semplicemente intreccio con pazienza le mia tela aspettandomi.

Ma tu mi trovi

non credo. non mi fido. non ho fede. non ti prego. non m’inginocchio. non ti cerco. non ti chiamo. non ti conto. ma tu mi trovi.

Quando mamma mi mandava a comprare il pane

oggi mi sono ricordata di quando mamma mi mandava a comprare il pane, o le uova appena fuori casa ma io prendevo quei pochi passi come un grande viaggio e mi preparavo ogni volta alla partenza sull’uscio di casa con i soldi stretti nella mano ed in mente il resto preciso da chiedere. mi sono anche ricordata com’è essere nata e cresciuta in un piccolo paese fatto di oratorio, chiesa, piazza, cimitero, valle e tante persone alla finestra o fuori nei cortili. oggi mi sono ricordata delle corone di carta che si facavano all’asilo per i compleanni, della corsa con il cucchiaio o dei sacchi, dei dolci dopo messa, del dente rotto sui pietrini, dei vestiti da donna che ti facevano sentire grande, dei primi funerali, del seminarista, e dell’intervallo a scuola. è incredibile tornare a casa e ritrovarsi bambini, qualsiasi età si abbia o per quante rughe abbiano gli altri ogni cosa ha l’aspetto che aveva quando ti sembrava l’unica cosa al mondo ed ancora t’illudi con tale entusiasmo possa restare eterno. nel bene e nel male.