C’era qualcosa che m’infastidiva

c’era qualcosa che m’infastidiva sotto la maglietta. mi sono svegliata grattandomi da tutte le parti. ad un certo punto ho avuto la sensazione di essere come sfiorata ovunque. ed ecco che esce dalla canotta una farfalla. a cui avevo spezzato mezza ala. posa accanto a me. sorrido. lei poi se ne va. in bagno mi si sfila con gli abiti la mezza alta spezzata. non so perchè lo faccio, ma la mangio e poi mi lavo i denti.

Quando mi hai baciato

quando mi hai baciato ho pensato baciassi benissimo. nessuno mi aveva baciato così. contenevi la mia lingua come se ti fosse naturale sentirne due in bocca. avevi un buon sapore. mi ci inumidivo anche le labbra. per poterlo assaggiare dopo, una volta che il bacio fosse finito. anche se non finivano presto. i primi baci. i primi baci tra noi duravano tanto. non ti facevano male. non scricchiolavi. non dovevi fermarti. ed io non esitavo a chiedertene ancora. talvolta ci addormentavamo così. attaccati per le estremità.

Dovevamo restare uniti

non capisco. dovevamo restare uniti. cercare nel dolore una relazione. senza nome, collocazione o grado. niente amici. niente amanti. niente amati. ma necessari l’uno all’altro. sei scomparso. era più facile. apparentemente io ti avevo abbandonato. scegliendo altrove. la verità la conoscevamo. mi avevi tolto da me stesso. dovevi rimanere. avere pazienza. cucire le mie menzogne ed i tuoi coltelli. mi sono arrivati dei soldi. sei sempre stato generoso. ma non volevo la tua generosità. volevo la tua sofferenza. la nostra. per trovare poi una via d’uscita. ignota. ma diversa. possibile. adesso resto con tanta rabbia. solo. con accanto bellezze a me cieche. sono sprovvisto di un anima. tento invano di venderla per non ricordare. per smettere di piangere. per vivere. ma non la comprano. dicono sia troppo, davvero troppo usata.

Voglio tornare

voglio tornare a quando credevo le madonne s’illuminassero sui tetti delle chiese, a quando non chiedevo dove stessimo andando, voglio potere ridere di sbieco in una fotografia per paura di mostrare i denti storti, alzarmi in punta di piedi per guardare oltre il muro, voglio avere nostalgia del tempo che ancora deve venire perché riempio gli occhi di speranza, voglio ripetere gli stessi errori ma un pò meno per non perderti più, voglio stringerti la mano e vedere sfocato il film proiettato all’aperto, voglio avere fede

Mi hanno detto che il vino fa cantare

mi hanno detto che il vino fa cantare. resto stonata persino nella mia aria lirica. voglio arrivare alle note più alte, quelle che crepano il vetro e fanno agitare le mandrie. preferisco non tornare astemia, portare dei pendenti a grappolo e succhiare il singhiozzo, sentire quel retrogusto di vomito agitato e fermo nella gola. disorientata guardo la notte e barcollo. se arriverò al sonno sarà per esaurimento.