Prese la mano

prese la mano come non si trattasse della propria mano, grande ed estesa solcava linee di confine come giuntura delle dita; raccolse se così si può dire il bocciolo con l’intenzione di estrarlo nella stessa maniera in cui si tirano su dalla terra i tuberi – io restavo immobile e divaricata

Una volta disse

una volta disse che fosse stato nei suoi intenti distruggerle la vita – ma non ci credette – dovettero passare quasi due stagioni intere perché lei sorseggiando del tenero sonnifero ricordasse queste parole di commiato – si, forse aveva ragione; si tolse le lenti a contatto e rovesciò gli occhi bagnati sul cuscino annerito dalla cenere

lasciate ch’io parli in prima persona

lasciate ch’io parli in prima persona – son stanca che lei dica per me – prendetemi come sono fatta donna da capo e piedi e permettetemi di rifare tutto dall’inizio come si scuce il punto uscito storto dal ferro – è la stessa identica cosa – non scandalizzatevi ho diritto quanto una trama mal riuscita di ripercorrere il tracciato per infilare una pezza dove voi ora sapete vedere solo melma

Accadde per finta o forse per davvero

accadde per finta o forse per davvero, si abbandonò fradicia sulla panchina sotto quell’enorme felce aprì la gonna al gioco del vento e corse veloce con le mani ad imprimersi dello stesso odore che aveva appena bruciato nella camera ardente